L'approccio “Lean” dalle startup alle aziende consolidate

metodologie businessDa sempre l'ambiente imprenditoriale si colloca all'interno di un contesto in continua evoluzione e di conseguenza sempre aperto alle novità. È bene quindi che un imprenditore che voglia farsi strada in questo mondo porti con sé qualcosa di innovativo, qualcosa che vada oltre all'innovazione del prodotto, entrando anche nel merito delle metodologie.

L'approccio classico all'avvio di impresa – il cosiddetto Product development –, infatti, sembra ormai inadeguato. Esso si basa, in prima istanza, sulla stesura di un business plan quinquennale da proporre agli investitori e, successivamente, prevede l'organizzazione del team e la creazione del prodotto. Il punto debole di questa metodologia risiede principalmente nell'impossibilità nel mercato di oggi di fare delle previsioni a lungo termine, le quali nella maggior parte dei casi vengono disattese. 

Un approccio più corretto sembra essere invece quello della metodologia Lean (“snella”), la quale fonda i propri principi su una diversa base di partenza. Essa nasce in riferimento alle startup e parte dal presupposto che una startup non è ancora un'azienda formata e, per questo, deve lavorare innanzitutto sull'iterazione e sul learning and discovery, apportando migliorie al proprio prodotto sulla base dei feedback ricevuti dai propri clienti.

Nello specifico si possono distinguere tre principi chiave dell'approccio Lean:

  1. Delineare le ipotesi, specialmente attraverso il Business Model Canvas, un diagramma che mostra come l'impresa crea valore per sé e per i propri clienti.
  2. Ascoltare i clienti, seguendo il modello “Customer Development” che consiste nell’incontrare i propri clienti e con loro testare le proprie idee ed ipotesi. Con l’aiuto dei feedback ricevuti, gli imprenditori devono poi costruire in tempi brevi il “Minimum Viable Product“, la prima versione del prodotto, e immetterlo sul mercato per ricavare ulteriori feedback dai clienti. In questa fase, sono fondamentali la velocità e l’approccio “Agile”, che consentono di individuare eventuali modifiche da apportare.
  3. Perseguire uno sviluppo rapido e responsivo, che si identifica con il cosiddetto “sviluppo agile” e si tratta di un processo di sviluppo del prodotto iterativo ed incrementale che elimina gli sprechi di tempo e risorse tipici dei piani di produzione pluriennali.

L'approccio “Lean” costituisce quindi una metodologia particolarmente adatta a fronteggiare i meccanismi tipici del mercato odierno, e non è riservata esclusivamente alle startup. Sono numerose, infatti, le aziende consolidate che hanno scelto la metodologia “Lean” per lanciare un nuovo prodotto o per migliorare il proprio modello di business.

Il lean thinking non è uno strumento ma un modo di fare le cose che tutti, all’interno dell’azienda, devono apprezzare e praticare, indipendentemente dal tipo di organizzazione.

Applicato ai processi produttivi, si sente spesso parlare di  Lean Manufacturing, che si fonda in generale sulla continua ricerca e sull'eliminazione degli sprechi, allo scopo di produrre di più con un minore consumo di risorse.

Ma uscendo dal contesto manifatturiero, c’è una altrettanto interessante applicazione del lean thinking, che si focalizza sui processi gestionali e amministrativi, ed è il Lean Office o Lean Service.

Quale che sia la tipologia di azienda che vi si affaccia, comunque, è chiaro che un approccio innovativo come quello “Lean” può aiutare a ripristinare le economie di mercato su livelli auspicabili ed evidenziare ripercussioni positive su tutto il sistema imprenditoriale.

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