MESA in rosa - Intervista doppia a Francesca Dagnino e Michela Pastorino

Intervista doppia a Francesca Dagnino e Michela Pastorino

L’11 febbraio MESA ha aderito alla "Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza" promossa dall’ONU. Per incoraggiare l’affermazione delle ragazze nelle carriere STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), abbiamo pensato di affrontare il tema del gender gap e dell'empowerment femminile attraverso un ciclo di interviste rivolto alle nostre colleghe che hanno intrapreso questo percorso.

Le protagoniste dell’intervista doppia di oggi sono Francesca Dagnino (classe 1983) e Michela Pastorino (classe 1993). Francesca, Project Manager& Principal Impact, ha conseguito la Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale e un Dottorato di ricerca in Ingegneria Matematica e Simulazione presso il DIPTEM. Michela è laureata in Statistica Matematica e Trattamento Informatico dei Dati e qui a MESA ricopre il ruolo di Digital Transformation Consultant.

Che impatto hanno avuto nella tua vita le esperienze lavorative, vissute o che stai vivendo, legate all’ambito di studio svolto?

Francesca: Sicuramente hanno accentuato la mia propensione a schematizzare, attitudine che mi ha portato ad affrontare le cose della vita allo stesso modo: se c’è un problema, quali sono le soluzioni? Come posso risolverlo? Dover affrontare problemi complessi ogni giorno, mi aiuta a vedere con occhi diversi altre problematiche che, a confronto, risultano essere delle banalità. Lavorare in ambito digitale e avere una conoscenza approfondita su cosa si cela dietro un software mi permette di accresce la mia cultura su ciò che mi circonda, traendone vantaggio anche nella vita di tutti i giorni.

Michela: Avere una mentalità schematica ed approcciare i problemi in modo positivo e risolutivo, sono sicuramente due attitudini che ho imparato grazie al mio lavoro e che applico costantemente anche nella vita di tutti i giorni. In questi anni ho imparato che ogni problema è risolvibile, basta prenderlo con l’attitudine giusta, senza farsi prendere dal panico. L’importante è l’orientamento al risultato. Per quanto riguarda la mia esperienza in MESA, fortunatamente mi sono trovata in un bel team, quando si verificano dei problemi, ci supportiamo a vicenda. Il mio team qui rappresenta quello che fuori è la mia famiglia e la mia cerchia di amici: se c’è qualcosa che non va, prima di incolpare qualcuno, lo risolviamo, poi analizziamo perché è successo e cerchiamo di non farlo ripetere.

Secondo te, in un ambito lavorativo tecnico-scientifico, uomini e donne hanno pari possibilità di realizzarsi?

F: Nella mia esperienza, nella maggior parte dei casi non ci sono discriminazioni, uomini e donne hanno le stesse opportunità. Più che dall’ambito, dipende molto di più dall’azienda. In alcune realtà, in fase di assunzione, vengono fatte ancora domande poco carine alle donne, discriminate soprattutto per la questione maternità. Non la vedo come una forma di razzismo sessuale, la vedo più come una paura, paura del tutto infondata in quanto, sia a livello economico che contrattuale, ci sono i tempi e i modi per potersi organizzare senza dover subire ulteriori costi o dover rompere l’efficienza aziendale. Penso che fortunatamente tutte le realtà più giovani e innovative, come qui in MESA, non abbiano più questi retaggi. Tutto dipende molto dall’impostazione aziendale e personalmente da chi fa il colloquio: a volte ci sono preferenze nei confronti degli uomini, altre volte ho sentito preferire una donna perché ritenuta più smart.

M: Basandomi sulla mia esperienza personale, sì. Nel mio corso di studio (Statistica, Matematica e Trattamento Informatico dei Dati), nonostante fossimo pochissime ragazze, ci siamo laureate prima dei nostri compagni e abbiamo trovato subito lavoro. Per quanto riguarda l’ambito tecnico-scientifico, non credo che sia l’ambito a influire sulla possibilità di realizzarsi, penso sia più determinante il carattere: se una persona è più ambiziosa deve fare dei sacrifici, uomo o donna che sia. Le opportunità ci sono ma per le donne sicuramente è più difficile, soprattutto in tema di maternità, ma ritengono sia una discriminante legata a qualsiasi ambito. Molte aziende tendono ancora a chiederti al colloquio se sei fidanzata, sei hai intenzioni di sposarti o di avere figli, pratica, ricordiamo, del tutto illegale.

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